mercoledì 25 ottobre 2017

Geometria ideale per la salita

In questo post raccolgo un po’ tutte le impressioni e commenti dello sviluppo del progetto ReV. Avverto subito che il post è ovviamente un po' lungo e ci vuole un po' di pazienza e passione per BPM e Watt ma secondo me vale la pena di avventurarcisivi. L'obiettivo è principalmente di dare un valore numerico all'efficienza della bicicletta, inserendo vari confronti incrociati. Uno di questi confronti, che abbiamo realizzato da poco che è forse il più significativo finora, è quello postato su questo post, realizzato con dei misuratori di potenza:

Confronto reclinata e bici da corsa in salita

Un po' di "storia": la Rev nasce tra le pagine dei forum di Bici Reclinate Italia, in particolare all’interno della discussione “La geometria ideale per la salita”.
Questa era una discussione storica, nata nel 2010 e che, ai tempi in cui iniziai a dare il mio contributo (anno 2016) nonché punto di vista, non aveva ancora avuto un riscontro pratico. Cerco di fare un sunto delle interessantissime 38 pagine, focalizzandomi più che altro sui miei interventi.

Questo era stato il mio esordio:
Potrebbe essere la volta buona che si riesca a tirare fuori dal cappello una qualche risposta alla domanda delle domande, visto che ora c'è la possibilità di avere qualche "opinione" che potrebbe avere una qualche rilevanza tecnica di un certo rilievo.


Per rispondere a recumbent, ribadisco che qui non si tratta di trovare quella magica alchimia che renda una reclinata più veloce in salita di una bdc ma si tratta di trovare la configurazione MENO PEGGIO. Lo sappiamo tutti, la reclinata in salita non ha l'efficienza di una bici da corsa. Non l'avrà mai. Non ci nascondiamo dietro a un dito, è così e non si scappa.
Però possiamo trovare quella configurazione che ha più possibilità di perdere meno tempo possibile. Una recumbent con cui soffrire il giusto in salita mentre si è nel gruppone dei gobbetti cinquantenni del sabato mattina per poi dire la propria magari con qualche scatto in pianura. Non so gli altri ma questo è il mio obiettivo. Vorrei trovare quella magica combinazione che mi consentisse di scegliere, senza grosse rinunce, la bicicletta da usare per una manifestazione semi competitiva tipo randonneè o similari senza dover per forza tutte le volte mettere alla prova la mia prostata su uno striminzito sellino per non soffrire inutilmente ad ogni minima salita. O di scegliere manifestazioni che si svolgano solo in pianura.

Quindi direi che ora abbiamo la possibilità di valutare insieme quale possa essere questa alchimia. I ragionamenti fatti e le conclusioni sembrano viaggiare su alcuni binari precisi e convergere su alcune specifiche.

Ribadirei però alcuni punti di cui uno che ritengo molto importante e sottolineato anche dal Bepi: uso di componentistica da corsa. Ruote da 28", copertoncini, trasmissione e materiali da bici da corsa. La motivazione è che in definitiva si tratta del materiale più evoluto disponibile attualmente e come seconda ragione è che, per la massa dei "normali" è più socialmente accettabile. Sembra una cavolata ma presentarsi a un giro con una bicicletta con due ruote da 16", pensano che stai guidando una Graziella. Lo so che non è il ragionamento che facciamo su questo forum ma credo che sia un punto importante ugualmente. In linea generale, proprio per essere il più possibile simili alle bdc, eviterei le sospensioni. Peso in più che normalmente non giustifica migliori prestazioni.
Altra cosa: per le verifiche di efficienza pensavo semplicemente a delle sessioni di test su vari percorsi con cardiofrequenzimetro. A pari valori di impegno del cuore, verificare le tempistiche dei vari mezzi, con un calcolo statistico dei tempi rilevati. E' un metodo grossolano ma credo possa funzionare. Anche qui si accettano consigli. Quindi abbiamo da valutare:
- TD MBB (trazione anteriore diretta, ndr.) E' l'architettura che più si avvicina alla bdc con tutti i vantaggi del caso. Ho letto un po' sui forum stranieri è sembra che dia un qualche vantaggio in salita ma che poi sia pericolosa in discesa. In particolare la Cruzbike Vendetta ma che poi nella versione 2.0 siano state corrette delle misure (non si sa quali) e che il problema sia molto diminuito. E' ovviamente una geometria che si impara a domare dopo 3-4 mila km, minimo. Ne sto realizzando un prototipo e l'idea è quella di fare una geometria anteriore facilmente modificabile, nella distanza del movimento centrale dal sedile e nel posizionamento alto-basso dello stesso. Mi rimane però un pelo difficile fare il cannotto dello sterzo con incidenza modificabile, perchè il telaio ce l'ho già pronto e il cannotto è ovviamente saldato al telaio, di derivazione mtb ma estremamente leggero, in alluminio.
- LWB (a passo lungo, ndr.) Qui ci sono i dubbi più grandi. Vale la pena di far più un modello "convenzionale" o la famosa trazione anteriore "diretta" senza carrucole? Quella è una tipologia che avrebbe l'enorme vantaggio della catena corta. Possiamo fare eventualmente un prototipo però ribadisco che secondo me non si può avere una corona tripla o una doppia, sia per le reazioni sullo sterzo, sia per lo scarrucolamento. E poi va a finire che nelle salite più impervie la ruota slitta per via della ripartizione dei pesi. Io starei su una LWB RWD magari con un telaio studiato bene in alluminio o altro materiale leggero. Una velocar con due ruote da 28" non si riuscirebbe a fare? Chiedo l'aiuto da casa. Fare prototipo di trazione anteriore con il fil di ferro, ne vale la pena?
- Una P38 replica (un tipo particolare di reclinata a trazione posteriore con sedile molto verticale, ndr.). Lì c'è da copiare quello che è già stato fatto e fine. Però purtroppo c'è la ruota anteriore da 20" che è obbligatoria. A me personalmente non piace come scelta ma non c'è altra via. Io questa la lascerei per ultima da realizzare, quando proprio arriveremo a sventolare bandiera bianca perchè le due di cui sopra proprio non vanno neanche con l'aiuto di San Gennaro.

Come procediamo? Io ci metto la cantina-officina e vedo di ritagliare un po' di tempo dagli altri progetti che ho in ballo, soprattutto chiedendo alla moglie di avere ancora più pazienza della tanta pazienza che ha di solito e vi prometto di tirare fuori in tempi decenti qualcosa, però vi chiederei di scegliere insieme quale strada prendere. Aspetto le vostre preziose considerazioni, in primis quelle di recumbent e del Bepi. La TD MBB è già un pelo impostata però posso modificare eventualmente in corsa. Per le altre c'è da partire da zero.
Per farla breve, ero così convinto che la TD MBB fosse la geometria che più si poteva avvicinare all’obiettivo prefissato, che arrivai in alla “V”, prima versione:



C’erano però da fare dei confronti, per poter valutare se c’era qualche speranza. Il caso mi dette una mano.
A settembre 2016 conobbi un gobbetto, un quasi vicino di casa, che, sostanzialmente è il mio alter ego. Tale Serafino, detto "il Sera":




Gemelli, divisi alla nascita. In sostanza, stessa preparazione, stesse caratteristiche fisiche (lui un pelo più basso ma nessuno è perfetto...), percorriamo gli stessi km all'anno e incredibilmente pure lui usava la bici per andare a lavorare.



Fu facile, quindi, procedere ad alcuni confronti diretti. Stesso percorso, stesso tempo, bici diverse. Ai tempi, commentavo:
Entrambi in bdc:
Salita Invorio: 145 io, 145 Serafino
Salita Ghevio 136 io, 135 lui
Salita Montrigiasco 156, 155
Salita San Carlo 162, 157 (ma avevo fatto un paio di scatti in più)

Qui invece, su bici diverse:
Segmento "Calogna", in zona Lesa, sul Lago Maggiore:
www.strava.com/activities/762425866#18673634002

4,7 km, 7% di pendenza media, io 152 BPM, lui 140.

In sostanza, assumendo che battiti e potenza abbiano un rapporto di proporzione diretta (in assenza di power meter), sembra che ci sia una differenza in prestazioni dell'8%. Al netto del peso, questa differenza si tradurrebbe in una differenza tra il 4 e il 5%. Cioè se le due biciclette pesassero uguale la reclinata impiegherebbe 5 minuti in più ogni 100 minuti di salita, in altri termini 3 minuti ogni ora, in altri termini lui va su a 12,6 km/h, io a 12 km/h.
E se la salita diminuisce? Prendiamo un altro tratto, un falsopiano, lo "sprint Gravellona-next", 1 km al 3%: Markciccio, 145 BPM, Sera 148 BPM

Qui è in netto vantaggio la reclinata. Perché quel tratto "il Sera" lo ha fatto in scia...
Insomma, quello che abbiamo notato (come è risaputo, comunque) è che la salita si fa più dolce, la reclinata passa in vantaggio. Sembra che il punto di pareggio sia su salite intorno al 4%, con velocità quindi superiori ai 20 km/h. L'aerodinamica comincia a sentirsi, anche se la "V" non è certo un mezzo molto spinto, in quel campo.

Una cosa interessantissima è che alla fine di quel giro, dopo circa 80 km, c'era lo "strappetto del lido di Gozzano", 1.1 km al 5% di media. Teoricamente la bdc avrebbe dovuto avere il sopravvento con una prestazione migliore di circa il 5% e invece:
markciccio 162 BPM
sera 162 BPM

La netta sensazione è che, con il passare dei chilometri, la reclinata recuperi lo svantaggio, anche in salita (il che non è niente altro che quella sensazione di arrivare a casa dopo un giro impegnativo in reclinata con le gambe stanche ma non distrutti, come lo si è invece con la bici tradizionale).

E in pianura pura? Non riporto nemmeno i dati, perché in pianura sono sempre davanti a caccia di gobb....cioè i ciclisti tradizionali. La differenza in battiti è di circa 10 BPM. Cioè la reclinata a parità di sforzo va l'8% più veloce. Semplificando a manetta, la BDC va a 46 all'ora, la reclinata a 50 all'ora.

C'è un segmento significativo, a tal proposito. Quello che è presente anche nella tabella "markciccio's velocity challenge", il km lanciato di Santa Cristina, 1 km con pendenza nulla ma con dislivello di 4 metri (c'è un tratto in leggera salita e uno in leggera discesa):

www.strava.com/activities/789510164/segments/19295936754

Le prestazioni sono le seguenti ("a tutta", 170 BPM medi, punta di oltre 180, sia per me che per il mio avversario):

Markciccio in reclinata "V": 1'11", 52 km/h di media
Markciccio in BDC: 1' 24", 43.9 km/h
Serafino in BDC: 1' 23" 44.5 km/h

C'è da dire che la prestazione in bdc è stata ottenuta in condizioni non ottimali, con freddo e buio ma penso che eventualmente, in condizioni giuste, possa migliorare di un paio di km/h sulla media, non di più. 46 contro 50-52, vedete che i dati più o meno coincidono...

Insomma, gira che ti rigira, tra reclinata TD MBB e BDC sembra (e sottolineo sembra) che in salita ci siano delle effettive differenze, che aumentano con l'aumentare della pendenza, che diminuiscono all'aumentare del tempo passato a pedalare (dopo tre ore la differenza sembra annullarsi, almeno per un ciclista allenato come il sottoscritto e cioè uno da 6-7000 km/anno), mentre in pianura non ce n'è per nessuno, anche se si tratta, nel caso della "V" di una bicicletta non improntata a una aerodinamica estrema. Però ricordo che la "V" ha una catena cortissima che fa una enorme differenza nei rilanci e nella fluidità della spinta in salita.
Ah, ultima cosa, anche la lunghezza della salita conta, ovviamente a favore della bdc. E' chiaro che in reclinata dopo 10 km al 10 percento si è esausti, molto meno in bdc. Però la differenza in battiti tra bdc e reclinata non aumenta esponenzialmente con il passare dei km di salita, aumenta ma di poco, circa di un 1-2% dopo un'ora. In altre parole: se la differenza in battiti fra reclinata e bdc è all'inizio della salita di 10 battiti, dopo un'ora sarà di 12 BPM. Per questo è importante salire con il proprio passo, per non andare "fuori giri " tentando di stare con i ciclisti tradizionali. In altre parole: se si fa solo salita, la reclinata alla lunga paga pegno per via della fatica che si fa comunque in più; se si fa un percorso misto saliscendi, però, paga la bdc per via della posizione scomoda.

Per quanto riguarda la reclinata migliore per la salita, ritengo che un boom corto e rigido, un dislivello non elevato tra pedali e sedili siano essenziali in questo senso. Se c'è una reclinata "per la salita" passa per questi due parametri. E un sedile piuttosto verticale. Sulla catena lunga o corta se ne può parlare ma occorre fare il più possibile a meno di rinvii e carrucole. Le ruote piccole le escluderei ma per via delle prestazioni non ottimali in velocità pura e stabilità, quindi per un discorso di prestazioni "globali".
Io comunque credo che su un percorso con partenza e arrivo a una altitudine più o meno simile, tratti in pianura, salita non estrema con qualche strappo, anche impegnativo, una reclinata ben studiata possa veramente dare delle soddisfazioni. Insomma: sui tipici percorsi del sabato e della domenica, una reclinata come la "V" (perchè no), potrebbe persino essere vantaggiosa rispetto ad una bdc.
E' chiaro che su un percorso di sola salita, non c'è storia, è praticamente certo che la bdc è più prestazionale.Raccolsi tutti i dati in una tabellona:


(cliccare sulla tabella per ingrandirla)

In questi ultimi due mesi sono riuscito, come anticipato, a fare qualche uscita domenicale con Serafino, lui in bdc, io in "V". Purtroppo alcuni interessanti dati sono andati persi in quanto non presente l'indispensabile misura del cardio frequenzimetro. Per ora quindi tocca arrangiarsi un po' con i segmenti raccolti.

Mi sono inventato una tabella di confronto. La volontà è di capire, nel limite dei mezzi a disposizione, quanta differenza c'è tra la bdc e la reclinata a trazione anteriore, che a tutt'oggi reputo quella che potenzialmente gli si può avvicinare di più, rimanendo in ogni caso più lenta, in salita. Per capire, più o meno, quanto, ho creato questa tabellina. I dati indicati sono quelli reali, scaricabili da Strava.
L'ipotesi FONDAMENTALE è che io e Serafino abbiamo lo stesso motore. Quando percorriamo un tratto insieme, la differenza rilevata in BPM medi è dovuta al mezzo nella medesima percentuale in cui c'è differenza nella energia da sviluppare e nella potenza istantanea erogata. Senza questa premessa, i valori non sarebbero confrontabili. Ovviamente la stessa cosa vale per l'atleta che utilizza mezzi diversi. Si ipotizza che abbia lo stesso allenamento e capacità fisica.
Sono tutte ipotesi ma da qualche parte si deve pur iniziare. A me interessa non una dimostrazione scientifica ma avere una valutazione di un ordine di grandezza...

In alcuni casi è stato possibile fare un confronto diretto, altre volte a distanza. Ovviamente questo accade quando ci sono io che provo mezzi diversi sullo stesso tratto.
Questa prima tabella raggruppa quasi tutti tratti di elevata pendenza, salite vere, percorse a tutta o comunque sopra la soglia aerobica degli atleti.

I dati sono raggruppati in colonne, le prime corrispondono ai dati di base e cioè segmento, atleta e bici. Quindi, in funzione della lunghezza, della pendenza, della media e della frequenza cardiaca media rilevata sul segmento vengono ricavati alcuni dati:
- Watt medi, classica misura tramite la formula di Ambrosini
- Vam, velocità ascensionale media, che misura la prestazione assoluta di mezzo e atleta e cioè i metri di dislivello che si potrebbero scalare in un'ora
- Watt/kg, altra misura classica, della capacità di esprimere potenza dell'atleta
- Watt/BPM. Questa è invece una misura un po' particolare. Dovendo confrontare prestazioni in condizioni molto diverse e ipotizzando che Watt e BPM abbiano una corrispondenza lineare, ho voluto introdurre questa misura. In pratica, se la prestazione è a velocità "moderata", anche battiti saranno bassi ma allo stesso modo anche i Watt. In questo modo ho voluto verificare la cosa. In pratica ho notato che il valore è tanto più basso quanto l'atleta è sotto sforzo prolungato. E' chiaro che sopra la soglia anaerobica cambia un pochino il rapporto fra Watt e BPM.
-Vam/BPM .Qui la cosa si fa interessante. Visto che la VAM è la misura più indicativa della prestazione assoluta, ho voluto rapportarla allo stress cardiaco. In pratica capire quanto il mezzo assecondi l'atleta facendogli raggiungere la prestazione ma in funzione di una BPM più o meno bassa. Valori elevati corrispondono a ascesa rapida e relativo basso sforzo cardiaco. Più alto è questo valore e più il mezzo è prestazionale, almeno secondo me.
- Vam correzione peso. Ecco, visto che la Vam è indice della prestazione assoluta ma visto che i mezzi (e atleti) hanno pesi differenti, ho voluto mettere tutto in pari. La domanda è: se i mezzi pesassero tutti uguale, quale sarebbe la Vam teorica? Questo parametro ce lo dice. In pratica ho ipotizzato che se un mezzo pesa il 10% in più di un altro, allora avrebbe, a parità di peso una Vam del 10% più alta. Questo per poter capire quanto la prestazione di un mezzo reclinato dipenda dal peso quanto invece da una intrinseca mancanza di efficienza (biomeccanica e meccanica).
- Vam/BPM correzione peso, stesso discorso, analizza il parametro dell'efficienza del mezzo su stress cardiaco ma eliminando l'handicap del peso

Le ultime quattro colonne fanno riferimento ai dati sul peso di bicicletta e ciclista. Questi tengono conto delle varie configurazioni di bici e di eventuali bagagli e zavorre, in funzione delle varie uscite.

Comprendo che sia tutto un po' complicato e che probabilmente ci si può inventare altri e migliori parametri ma per ora provo a fare una analisi di qualche dato. Spero di non sparare troppe cavolate.

CASO 1
Tratto "Mezzo Calogna". Uno dei primi che io e Serafino abbiamo percorso insieme su mezzi diversi. Stessa media, partiti e arrivati insieme, un ottimo banco di prova.
Premessa: abbiamo appurato che, in quel momento, avevamo forme fisiche molto simili, in quanto in un giro precedente entrambi in bdc, avevamo rilevato le stesse prestazioni con gli stessi battiti.
Vediamo qui cosa succede. Io sono in "V", reclinata da 11,5 kg. Lui con una Bianchi in carbonio da circa 8 kg. Notiamo subito come i BPM siano a favore della bdc: 133 contro 140. Anche dal vivo si vedeva questa differenza: ci sono circa da 6 a 9-10 battiti tra la sua bdc e la mia reclinata quando la salita sale intorno al 6-7%. Quindi è chiaro che la prestazione è superiore in bdc. In particolare si parla di un 140/133= 5%. Ovviamente non differisce la prestazione assoluta (la Vam è la stessa essendo partiti e arrivati insieme) ma il rapporto Vam/BPM è:
- "V"= 5.13;
- bici da corsa: 5.40
(ovviamente stessa differenza, 5% nella prestazione assoluta, a favore della bdc. Non può cambiare visto che la vam è la stessa.....).
Benissimo! Abbiamo un dato, la bdc batte la reclinata con uno scarto del 5% su una salita del 5,2% medio. Ottimo.
Ma se le bici pesassero uguali? Se fosse possibile fare una reclinata a trazione anteriore da 8 kg?
Il rapporto Vam/BPM corretto peso:
- "V"= 5.42;
- bici da corsa: 5.43
Ebbene, incredibilmente le prestazioni si equivalgono....
Ovviamente il dato di Vam corretto dal peso va a favore della reclinata. Forse adesso è più chiaro perché ho introdotto il parametro Vam/BPM: percorrendo spesse volte il tratto insieme, con BPM differenti, occorreva poter confrontare i due parametri. L'alternativa sarebbe stata quella di percorre i segmenti con gli stessi battiti medi ma sarebbe stato quasi impossibile...
Ovviamente siamo in presenza di un caso singolo e quindi il dato non vale niente ma ugualmente possiamo dire che la differenza che si nota sempre (e sottolineo il "sempre") su salite di questo tipo siano dovute in gran parte dalla differenza di peso e non tanto dalla biomeccanica. C'è da dire una cosa importante. La differenza di prestazioni "meccaniche" tra bdc e reclinata MBB TD la riterrei trascurabile, in quanto la trasmissione è esattamente la stessa. Catena corta, niente pulegge né rinvii, scarsa torsione del telaio, sicuramente minore di quella che c'è in una reclinata RWD. Più che altro c'è da dire che la "V" monta un 9V di bassa gamma mentre la bdc Bianchi di Serafino un ottimo cambio elettronico a 10 rapporti. Se c'è una minima differenza nella trasmissione, semmai. sarebbe a favore della bdc.

In ogni caso volevo sottolineare altre questioni che ho individuato.
Considerando sempre il parametro "inventato" Vam su Battiti, viene fuori molto chiaro che i valori più alti sono quelli dove l'atleta era al massimo o comunque sopra la soglia aerobica, mediamente sopra ai 150 battiti. Per cui vedrò di trovare, per poter confrontare i dati, sempre segmenti il più possibile tirati, i "personal record". I tratti fatti in tranquillità hanno comunque un rapporto basso. Ripeto, non si parla del valore "assoluto", li è scontato ma del fatto che la velocità di salita cresca in relazione alla frequenza cardiaca media. In sostanza, se salgo piano, i battiti sono bassi, se salgo forte sono alti. Il rapoprto fra velocità di salita e battiti medi dovrebbe rimanere costante. Cosa che è in parte perché in realtà, sopra una certa soglia il fisico ha un rendimento superiore e quindi lavora meglio, almeno così sembra dalla tabella. Questo a meno di andare "fuori giri", sopra ai 180 battiti ad esempio. Cioè quando si va tranquilli il rapporto è intorno ai 5, quando si tira è 6, quando si è al massimo, senza strafare è 7. A me interessa analizzare soprattutto i valori alti, quelli delle prestazioni migliori, perchè è lì che si vedono le difficoltà maggiori con la reclinata. Ad esempio, sopra, sul Calogna, io e Serafino andavamo piano e infatti tra reclinata e bdc, a parità di peso, differenza non c'era....

Andiamo ad analizzare un paio di tratti interessanti.

Il San Carlone

E' una salita di 1,3km con pendenza media del 7%. Abbastanza regolare, tranne in un pezzo centrale che spiana un po'. Ci sono tre tornanti impegnativi, specie in reclinata perchè stringono molto anche se non credo che perda più di tanto, per quanto comunque creino un po' di difficoltà.

Mie prestazioni migliori, Bdc contro reclinata reV
VAM in bdc C4: 1155, BPM 162
Vam in reV: 1176 BPM 165.
Vam/BPM uguale nei due casi 7.13 che è il massimo che abbia raggiunto nelle prove elencate.

Se consideriamo anche la differenza di peso (cioè se togliessimo 2 kg dalla reV che è la differenza fra lei e la bici da corsa) avremmo un rendimento superiore della Rev (7.35) contro 7.13 della bici da corsa.

Allora, chiaramente tutto questo può dipendere dalla condizione fisica del''atleta nelle due condizioni oppure dal fatto che sono più allenato in reclinata che in bdc ma, a sensazione, sembrerebbe (e non solo qui) che la differenza maggiore fra reclinata e bdc sia dovuta al peso, almeno in questo primo caso.

Serafino in BDC? Rispetto a me in C4 è dietro, non tanto come prestazione assoluta (Vam inferiore di 50 metri) quanto per i battiti medi: 175. Molto alti, in questo caso non saremmo stati confrontabili al 100%.

E la "V", la vecchia reclinata da 11.5 kg? Rimane un po' indietro, sia per il peso, sia, soprattutto, per non avere nessun segmento fatto "a tutta", infatti il migliore è con solo 150 BPM di media. Riproverò a farlo con un po' più di grinta per poter fare un vero confronto. In ogni caso la "V" sembra avere un rendimento non a livello della reV, probabilmente per la trasmissione non così raffinata e componentistica comunque non al top.

Passiamo ora alla salita di San Colombano.
Salita molto impegnativa da 1,2 km del 7% di media ma con un paio di tratti in falsopiano e muro da 17% per di più in semicurva.

Serafino in bdc fa un tempo impressionante a 16.2km/h di media ma paga ovviamente con una frequenza altissima: 179! Che significa Vam/BPM= 6.34 alto ma non eccellente. Probabilmente tutto questo per essere andato così tanto oltre alla soglia, vedere test Conconi.
Mark in bdc C4: 14.8 di media con 163 BPM, stesso rendimenti di Serafino Vam/BPM= 6,36 Me la sono presa con un pelo più di calma, rendimento buono.
Mark in bdc Fuji, che è la reV prima di essere tagliata: 14.3 di media ma con soli 159 BPM! Infatti il rendimento premia ed è un Vam/BPM=6.43. Ottimo davvero, ottima bdc la Fuji, ottima base di partenza per la reV da cui deriva.
Veniamo ora alla reclinata: purtroppo lì ho solo la "V", non sono mai riuscito a fare il tratto in reV. Quel giorno avevo un po' di bagagli dietro. Comunque 13,7 km/h di media, Vam 959 contro i 1100 di Serafino e 166 BPM medi che portano a un rendimenti Vam/BPM di 5.68. Abbastanza basso. La V si conferma buona ma si vede che paga pegno da bdc e reV. Vediamo però quanto c'entra il peso.
Al netto del peso:
Bianchi di Serafino Vam/BPM 6.44
Fuji bdc Vam/BPM 6.50
C4 bdc Vam/BPM 6.43
"V" reclinata 6.30

Visto così, Serafino in bdc ha prestazioni pari a Mark in bdc C4 (confermando l'assunto iniziale). La Fuji è un pelo superiore mentre la "V" resta inferiore come rendimento (6.43/6.30= 2%) senza considerare il peso. Consideranno il peso siamo a un 10% di prestazioni inferiori (quel giorno la bici pesava 15 kg contro i 11.5- 12 normali).

Quindi anche qui viene confermato che il peso è largamente il fattore più importante e che fra "V" e bdc c'è comunque, al netto del peso una qualche differenza. Questa varia un minimo che si ha quando non si tira "a tutta" (tratto Calogna) a un massimo del 2%. Ripeto, al netto del peso. Cioè se fosse possibile costruire una "V" da 8 kg. Purtroppo pesa 11,5 kg quindi si parte sempre e comunque da una differenza teorica dato dal peso di bici e ciclista (92,5/89)=4%

In sostanza la reclinata "V" ha prestazioni del 4-6% inferiori a una bdc. 4% nel caso di prestazioni non "al limite", 6% in caso si tiri "a tutta". Questo, ripeto, su tratti abbastanza impegnativi con pendenze dal 6-8%. La maggior parte è dovuto al peso, in minore parte per caratteristiche bio-meccaniche non ottimali.

La reclinata "reV" invece, sembra non avere quel gap del 2% dovuto al rendimento biomeccanico non ottimale che invece ha la "V" e poi, pesando di meno (9.5 kg contro 11.5) recupera anche quel gap. In sostanza la reV ha sicuramente un rendimento inferiore dovuto al peso di (90,5/89)=1,7% ed è molto basso il calo di rendimento biomeccanico. Diciamo che globalmente perde un 2%-2,5% rispetto alla bdc. Questo dai primi dati.
Purtroppo non ho più con me la reV, per cui sarà indispensabile o modificare la "V" o costruire un'altra reclinata. Per ora proseguirò il confronto fra "V" e bdc do Serafino.
Qualche tempo dopo, proseguiamo le prove di comparazione fra le due biciclette:
Ieri con Serafino ho fatto il Sacro Monte di Varese tra l'altro in compagnia di flaviob del forum, che purtroppo era in bici da corsa, evabbè...
Ho inserito i dati della salita nella tabella che andrò presto ad aggiornare. Le conclusioni sono sempre le stesse: 5 BPM a favore della bici da corsa (156 di Serafino contro i 161 miei) sulla salita di 3,6 km con pendenza media del 7.6% a fronte di una differenza di peso totale di 6 kg. Se la reclinata pesasse come la bici da corsa, sarebbe prestazionale al pari della stessa.

La posizione del sedile verticale (uniti a pedali almeno a livello del sedile), la trasmissione efficiente e il peso più basso possibile, sono i fattori che, se raggiunti, avvicinano le prestazioni. Lo ripeterò allo sfinimento ma è per forza così.

Alla fine del giro di 80 km e 1000 metri di dislivello, i miei battiti medi erano 5 in meno di Serafino, a conferma che, globalmente, la reclinata fa spendere meno energie. Ovviamente ipotizzando che noi due abbiamo "motori" simili.



Tentai anche di dare una misura alle varie differenze fra le tipologie di biciclette:

Quindi la scala è:
Salita in bici da corsa = 100% efficienza
Salita in TD MBB reV = 92.5% efficienza
Salita in reclinata trazione posteriore = 82.5% di efficienza
Tutto questo su salite intorno al 10% perché fino al 2-3% la migliore aerodinamica riempie il gap con la bici da corsa da parte di reV e in parte anche reclinata tradizionale.

Cioè, in soldoni, se falviob (con una reclinata tradizionale da 14 kg, ndr.) sale il Sacro Monte di Varese con un cardio medio di 140 in bdc, in reclinata deve arrivare a 165 bpm. Oppure, altre parole, in bdc ci mette 30 minuti mentre se usa la reclinata gli tocca fare tutta la salita da solo e quando arriva in cima i suoi amici si sono già presi il gelato perché hanno avuto 5 minuti e mezzo per farlo.
Detto, questo, globalmente, quanto potrebbe valere la differenza in un percorso saliscendi tra reclinata e bici da corsa?
Vi posto delle immagini di due uscite simili di Serafino, pre e post reclinata.

Prima uscita in BICI DA CORSA:
Media 27.4 km/h, distanza 100 km, dislivello 943 metri, Frequenza cardiaca media: 159
Seconda uscita, in reV:

   


Media 26,6 km/h, 111 km, dislivello 980 metri, Frequenza cardiaca media: 135

La media è leggermente più bassa ma con un percorso più lungo e un dislivello leggermente superiore. La F.C. passa da 159 a 135 quindi siamo al 18% in meno. Quindi reV batte BDC di circa il 15% su un percorso misto con dislivello medio.
Questi dati si ripetono in tutte le uscite.

Quest'ultimo credo sia l'analisi più interessante in assoluto. In pratica lo stesso atleta, seppure a distanza di tempo, con allenamento specifico simile, percorre un percorso simile facendo sostanzialmente una fatica inferiore, in reclinata, del 15-20%. In altre parole, in reclinata TD MBB Rev sul tipico percorso della domenica mattina, è più efficiente. Si arriva a casa meno stanchi rispetto alla bici da corsa. 

Nei prossimi post, analizzeremo questo concetto, cercando di valutare le differenze specifiche soprattutto su tratti prevalentemente pianeggianti.

1 commento:

Alessandro Iacopini ha detto...

L'articolo che tutti stavano aspettando! Al di là dei freddi numeri, dietro vedo una storia avvincente, una avventura guidata dalla passione, dove creatività, intuizione, tecnica e tecnologia si fondono in un progetto semplice ma rivoluzionario