lunedì 29 luglio 2019

Sicurezza in bici: possiamo prenderci il nostro metro e mezzo di sicurezza?

È passata la legge che impone una distanza di sorpasso minima tra veicoli a motore e biciclette. Resterà teoria?






Chi mai potrà misurare se in un sorpasso è stata garantita una distanza minima di sicurezza tra sorpassante e sorpassato? Ovviamente nessuno, almeno fino a fattaccio avvenuto. Se dopo un incidente si ricostruisce che la distanza non è stata rispettata, si passa il torto a chi se lo merita. Tipico ragionamento che bada solo ai soldi e che se ne frega dell'incolumità e del fatto che è più importante prevenire; infatti già la distanza di 1,5 m è addirittura esagerata, sarebbe inapplicable sulla maggior parte delle strade. Dovrebbe servire da deterrente, ma è sotto gli occhi di tutti quanto la gente agisce per abitudine e con la mente da tutt'altra parte, anziché mettere sacrosanta attenzione e sacrosanto rispetto mentre si conduce per strada un'arma. Tuttavia, visto che se ne è parlato di recente a livello di informazione pubblica, magari si può cavalcare l'onda dell'effetto psicologico... e allora perché non provare, con un sistema in realtà per nulla nuovo, a prendersi uno spazio ragionevole in maniera non aggressiva e senza violare il codice della strada, semplicemente mettendo a rischio un oggetto sacrificabile tre spanne più in la del nostro gomito (e di tutto quello che ci è attaccato)? 
Il primo test sembra essere stato ancora più positivo di quello che speravo; bisognerà vedere come funzionerà in situazioni più critiche.

1 commento:

guido ha detto...

Infatti all'estero il sorpasso viene fatto nell'altra corsia, raramente sorpassano a cavallo della striscia di mezzeria, comunque anche così lasciano ampio margine al ciclista. E quando la corsia opposta è occupata da macchine in transito che succede? Niente, si fermano dietro aspettando che la corsia sia libera, questo lo fanno le auto i camion e gli autobus, senza suonare e senza protestare.... anche loro vanno a lavorare e hanno fretta ma evidentemente capiscono che è meglio aspettare qualche minuto che rischiare di ammazzare qualcuno. Questo lo dice uno che in bicicletta percorre migliaia di km all'estero ogni anno ma haime credo che ciò sia lontano anni luce dal modo oramai abitudinario di guidare all'italiana maniera